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Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore

Nella serie Nozioni base di prestampa

Carta da stampa: terminologia e classificazione

In questo post riassumo i termini principali per la classificazione delle carte per la stampa industriale.


Pasta

La pasta (in inglese pulp) o pastalegno (wood pulp) o pasta meccanica (mechanical pulp) è il materiale di base per la produzione della carta.

Tutte le forme di vita vegetale sono costituite da innumerevoli fibre lunghe e strette, ed è di queste fibre che è fatta la carta. Il legno è la fonte più comune di fibra per la fabbricazione della carta. Si possono comunque usare altre fibre vegetali, come lino, canapa, iuta, paglia, bambù, cotone.

Circa la metà delle pareti delle fibre vegetali è costituita di cellulosa (che chimicamente è un composto organico, ed anzi è il composto organico più comune sulla Terra) ma il cotone, per esempio, è cellulosa quasi al 100%.

La lunghezza delle fibre differisce a seconda del tipo usato e del metodo di estrazione impiegato, e può andare da 1 a 4 mm.

La pastalegno viene prodotta usando legno di pino, abete, betulla, ecc. i cui tronchi vengono scortecciati, sfibrati e macinati con procedimenti meccanici.

La pasta chimica (chemical pulp) viene prodotta similmente alla pasta meccanica, ma viene poi sottoposta all’azione di prodotti chimici. Il risultato è che circa il 90% della pasta è cellulosa e solo una piccola parte può essere pastalegno.

La pasta viene trattata da una cosiddetta “macchina continua” (inventata in Francia alla fine del Settecento) che dopo una serie di complesse lavorazioni riduce la pasta in rotoli di carta.


Calandratura

Le calandre fanno parte della macchina continua e sono rulli orizzontali con una superficie molto liscia che conferiscono una finitura alla superficie della carta.

La calandra base può dare una finitura abbastanza buona nota come finitura di macchina (MF, machine finished). “Di macchina” perché viene fatta nella macchina continua.

La satinatrice fa anche parte della macchina continua e viene usata per conferire alla carta una finitura molto liscia e lucida, satinata (SC, supercalandered).


Patinatura e lucidezza

Per ottenere carta di qualità ancora migliore si procede alla patinatura della superficie, o sulla macchina continua di produzione oppure fuori macchina su impianti appositi. Vengono usati diversi pigmenti in sospensione acquosa, tra i quali caolino e carbonato di calcio.

Si ottiene così la carta patinata (coated paper) che si distingue dalla carta non patinata (uncoated paper) detta anche carta naturale o carta uso mano.

La carta patinata riduce la penetrazione dell’inchiostro nel foglio e quindi l’inchiostro non si espande e l’immagine stampata è più nitida. Aumenta la densità di stampa e la lucidezza. La quantità di inchiostro necessaria è minore rispetto alla carta non patinata. La patinatura può essere singola, doppia o tripla.

La carta patinata può presentare diversi fattori di lucidezza (altrove chiamati gradi di lucido):  lucida (gloss) tra 50 e 80, satinata (silk) tra 20 e 40 e opaca (matte) tra 10 e 20:

Lucidezza (gloss) 50-80 Lucidezza (gloss) 20-40 Lucidezza (gloss) 10-20


ISO Brightness

Brightness è un attributo percettivo del colore e si traduce in italiano “brillanza”, ma questa ISO brightness non ha nulla a che fare con la brillanza.

La ISO brightness (talvolta tradotta con grado di bianco) è la misura del fattore di riflessione della luce nella regione del blu, precisamente alla lunghezza d’onda di 457 nm. Per esempio questo è il fattore di riflessione spettrale di una carta GardaGloss Art che ha il valore 0.9035 a 460 nm. Quindi la ISO Brightness di questa carta è circa 0.90 (o 90%).

ISO Brightness

Questa misura viene considerata una misura della bianchezza della carta, premiando le carte che riflettono nella regione spettrale del blu, che è il campo di azione degli sbiancanti ottici.

Il concetto di ISO brightness è ancora oggetto di discussione. Sull’argomento si può vedere questo articolo.

ISO brightness non va confusa con whiteness (bianchezza) che include l’intero spettro visibile, penalizzando l’eventuale dominante cromatica.


Grammatura

La grammatura (ing. grammage) di una carta è il rapporto tra il peso di un foglio (in grammi) e la sua superficie (in metri quadrati). Secondo la grammatura le carte possono essere così classificate:

  • Carta bibbia: 25-35 g/m2
  • Carta leggera: 35-60 g/m2
  • Carta da stampa: 60-115 g/m2 (la carta da fotocopiatrici e stampa ink-jet ha tipicamente una grammatura di 80 g/m2)
  • Carta ruvida o bouffant: 115-220 g/m2
  • Cartoncino: oltre 220 g/m2


Volume
(o mano)

Il volume (ing. bulk) di una carta è il rapporto tra spessore di un foglio (in micrometri, cioè millesimi di millimetro, il cui simbolo è μm) e la sua grammatura (in grammi per metro quadrato):

volume = spessore / grammatura

Lo spessore della carta va tipicamente da 0,07 mm, cioè 70 micrometri a 0,18 mm, cioè 180 micrometri, quindi un valore tipico di volume è attorno a 1 o poco più.

Conoscendo il valore del volume si può calcolare lo spessore in mm di un certo numero di fogli con la formula

spessore = volume x grammatura x fogli / 1000

Per esempio un libro di 240 pagine, cioè 120 fogli, stampato su carta con grammatura 80 e volume 1,2 avrà spessore (esclusa la copertina) 1,2 x 80 x 120 / 1000 = 11,52 mm.

Nota: in passato per indicare il micrometro si usava il termine micron, ma questo non è un termine ufficiale.


Classificazione

La classificazione delle carte da stampa viene fatta secondo il contenuto in fibre e le proprietà della superficie. Attualmente le proprietà della superficie sono considerate più importanti del contenuto in fibre.

A partire dalla qualità più alta, la classificazione oggi comune delle carte da stampa è questa:

Sigla Definizione Pasta Superficie Lucidezza g/m2 Note
WFC Woodfree coated
Patinata senza pastalegno
chimica patinata singola, doppia o tripla lucida, seta, opaca >80 la migliore carta da stampa, per offset piano
MWC Medium weight coated
Patinata
meccanica patinata doppia lucida, opaca 70-115 per offset piano e rotooffset
Hi-Brite LWC High brightness low weight coated
P
atinatino
patinata singola lucida 60-90 per rotooffset
Std LWC Standard low weight coated
Patinatino, patinata leggera
lucida 40-70 per rotooffset
MFC Machine finished coated
Patinata in macchina
opaca 50-70 per rotooffset, è la versione matte di LWC, con patinatura in macchina
SC Supercalandered
Satinata o supercalandrata
non patinata lucida 40-60 per rotooffset
INP Improved newsprint
Giornale migliorato
opaca 36-70 per rotooffset
SNP Standard newsprint
Carta da giornale
opaca 35-50 per rotooffset


Opere consultate

Ian Evens Manuale della carta, Tecniche nuove, 1990
Jouni Marttila Publishing Paper Grades (presentation slides), 2005
Carta e inchiostri fascicolo a cura di Taga Italia, 2005

 

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Mauro Boscarol

17/12/2008 alle 16:24

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