colore digitale blog

Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore dal 1997

Nella serie Il formato PDF/X

PDF/X: diverse versioni per le arti grafiche

Il formato PDF (quello normale, senza X) è utilizzato, tra le altre cose, per trasmettere un documento (da un volantino di una pagina a un libro di migliaia di pagine) ad uno stampatore, principalmente per la stampa offset ma anche per la stampa flexo, rotocalco, serigrafica e digitale, in generale per la stampa industriale.

Se l’utilizzo è questo (cioè la stampa industriale) è necessario creare il PDF con particolare cura, inserendo tutte le informazioni necessarie ed evitando tutte quelle inutili o dannose. Per esempio, un file destinato alla stampa industriale è opportuno che non contenga elementi multimediali (un video per esempio), né script, né moduli compilabili. D’altra parte è consigliabile che contenga, per esempio, tutte le font necessarie e le immagini ad alta risoluzione.

Il formato PDF/X (la X sta per eXchange con riferimento all’interscambio di documenti tra grafici e stampatori) nasce appunto da questa esigenza: stabilire cosa un PDF deve contenere, non deve contenere, può contenere, per essere adatto alla stampa industriale.

Un file PDF/X è dunque un normale file PDF che usa deliberatamente solo un determinato sottoinsieme dei costrutti PDF, il che ne fa un file particolarmente adatto ed affidabile per la stampa industriale.

In dettaglio esistono alcuni  tipi di PDF/X utilizzati in pratica nei diversi workflow:

  • PDF/X-1a (supporta colori CMYK+spot)
    • 2001: basato sulla versione 1.3 di PDF (la quale versione non supporta la trasparenza);
    • 2003: basato sulla versione 1.4 di PDF (la quale versione supporta la trasparenza, ma è uno degli elementi vietati in PDF/X-1a);
  • PDF/X-3 (supporta colori CMYK+spot+RGB+Lab)
    • 2002: basato sulla versione 1.3 di PDF (la quale versione non supporta la trasparenza);
    • 2003: basato sulla versione 1.4 di PDF (la quale versione supporta la trasparenza, ma è uno degli elementi vietati in PDF/X-3);
  • PDF/X-4 (supporta la trasparenza)
    • basato sulla versione 1.6 di PDF (la quale versione supporta la trasparenza, che viene supportata anche da PDF/X-4);
  • PDF/X-4p (per workflow con profilo ICC esterno)
  • PDF/X-5 (supporta colori n-color)
    • basato sulla versione 1.6 di PDF.
  • PDF/X-5g (per workflow basati su OPI)
  • PDF/X-5pg (per workflow basati su OPI con profilo ICC esterno)
  • PDF/X-5n (per workflow con profilo esterno diverso da RGB, CMYK, Grayscale)

Ufficialmente le norme PDF/X sono state sviluppate dal comitato TC130 Graphic Technology e sono comprese nella norma ISO 15930, che ha le seguenti parti:

  1. Complete exchange using CMYK data (PDF/X-1 e PDF/X-1a basato su PDF 1.3) (2001)
  2. Partial exchange (PDF/X-2 basato su PDF 1.3) (ancora in bozza)
  3. Complete exchange suitable for colour managed workflows (PDF/X-3 basato su PDF 1.3) (2002)
  4. Complete exchange of CMYK and spot colour printing data using PDF 1.4 (PDF/X-1a basato su PDF 1.4) (2003)
  5. Partial exchange of printing data using PDF 1.4 (PDF/X-2 basato su PDF 1.4) (2003)
  6. Complete exchange of printing data suitable for colour-managed workflows using PDF 1.4 (PDF/X-3 basato su PDF 1.4) (2003)
  7. Complete exchange of printing data (PDF/X-4) and partial exchange of printing data with external profile reference (PDF/X-4p) using PDF 1.6 (2008)
  8. Partial exchange of printing data using PDF 1.6 (PDF/X-5) (2008)

Nel sito Prepressure ci sono pagine riassuntive sui vari tipi di PDF e PDF/X.

Il blog di Jim King sul PDF con le specifiche di tutte le versioni.

 

Torna all'indice di Il formato PDF/X

Mauro Boscarol

5/10/2008 alle 17:10

Parole chiave , ,

Visitato 4,811 volte, negli ultimi 7 giorni 6 visite