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Il blog di Mauro Boscarol sulla gestione digitale del colore dal 1998

Storia della sensazione del colore

Cerchio di colori di Maxwell

Strumento utilizzato da James Clerk Maxwell nell’Ottocento per misurare le mescolanze additive di colore

Qui si tratta della storia della visione del colore che comincia dalla luce, continua con l’anatomia e fisiologia dell’occhio umano,  e termina con la visione del colore. Il colore è una sensazione (come il rumore, l’odore, il sapore) la cui formazione si compie, nell’essere umano, in tre fasi.

La prima fase riguarda la radiazione elettromagnetica visibile, la sua eventuale riflessione o trasmissione e la sua propagazione fino alla cornea dell’occhio umano. Questa parte appartiene all’ottica (nel senso moderno del termine).

La seconda fase è quella fisiologica, parte dall’incidenza dello stimolo fisico (la radiazione elettromagnetica) sulla cornea dell’occhio e il suo propagarsi all’interno dell’occhio attraversando l’umore acqueo, la pupilla, il cristallino, l’umore vitreo fino ad arrivare alla retina. I fotorecettori e le altre cellule della retina generano un segnale neurale che, opportunamente codificato e compresso, viene trasmesso al cervello lungo il nervo ottico.

La terza fase riguarda l’elaborazione di questo segnale neurale da parte del cervello e la formazione della sensazione di colore, e questa è la fase della psicologia della percezione (chiamata “percettologia”), studiata dai cosiddetti “percettologi visionari”.

La storia del pensiero e delle teorie che hanno portato alla moderna concezione della visione del colore si può suddividere in quattro grandi periodi:

  • Il periodo iniziale occupa più di 2000 anni e va dalla Grecia classica al Rinascimento passando per gli studiosi islamici del Medio Evo e per la filosofia Scolastica (questo periodo è schematizzato nel grafico qui sopra).
  • Successivamente sono arrivate le fondamentali ricerche di Newton sulla luce e il colore, che hanno segnato l’inizio di una nuova epoca scientifica.
  • Il terzo periodo è l’Ottocento, in cui le scoperte e intuizioni di Newton sono state studiate, criticate, discusse, ampliate e in parte sistemate.
  • Il quarto e più recente periodo è il Novecento, quando vengono gettate le basi della moderna colorimetria e delle sue applicazioni pratiche oggi di uso comune.

A questi quattro periodi corrispondono le quattro parti di questa serie.

  1. Introduzione
  2. Visione e colore prima di Newton
    1. Il periodo classico ed ellenistico, da Pitagora a Plotino
      1. Gli antichi Greci, le colonie e i pitagorici (circa 550-450 a.C.)
      2. Empedocle, il primo filosofo che ragiona sul colore (483-423 a.C.)
      3. Le teorie atomiste della visione: Democrito, Epicuro (460-270 a.C.)
      4. Visione e colore secondo Platone (427-347 a.C.)
      5. Le dottrine del colore di Aristotele (384-322 a.C.)
      6. Ellenismo: Euclide, Lucrezio, Tolomeo, Galeno (300 a.C.-200 d.C.)
      7. Visione e colore nel neoplatonismo (200-400)
    2. La rinascita culturale attorno al Mille
      1. Monasteri cristiani, cultura carolingia e islam (400-1100)
      2. La Casa della Saggezza e la scienza araba (800-1200, al-Kindi, Avicenna, Alhacen, Averroè)
      3. Le traduzioni in latino, le università, gli ordini mendicanti (1050-1250)
    3. Lo studio della visione in Occidente dopo il Mille, da Bacon a Keplero
      1. L’avvio della perspectiva: Grosseteste e Roger Bacon (1200-1300)
      2. L’apogeo della Scolastica (Alberto, Tommaso, Witelo, Teodorico, Dante)
      3. Il colore nel Rinascimento (Maurolico 1494-1575, Aguilon 1567-1617, Vossius 1618-1689)
      4. Keplero descrive definitivamente il processo della visione (Ad Vitellionem Paralipomena, 1604)
      5. Il colore dalla Scolastica al meccanicismo (Cartesio 1596-1650,  Grimaldi 1618-1663)
      6. Qualità essenziali e qualità sensibili (Galileo 1564-1642, Locke 1632-1704)
  3. Newton, il debutto della scienza del colore 
    1. Biografia di Newton (1643-1727)
    2. Riferimenti bibliografici
    3. Nuova teoria sulla luce e i colori (1672)
    4. Lezioni di ottica
    5. Ottica (1704)
    6. I colori dei pittori non vanno d’accordo con quelli di Newton
  4. Ottocento: si mettono a punto le idee di Newton
    1. Il problema del tricromatismo
      1. L’ipotesi tricromatica
      2. Alla ricerca dei tre primari (Castel 1688-1757, Mayer 1723-1762, Lambert 1728-1777, Lichtenberg 1742-1799)
      3. Thomas Young (1773-1829)
      4. Il tricromatismo non dipende dalla luce ma dall’occhio
    2. I romantici antinewtoniani
      1. Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832)
      2. Philip Otto Runge (1777-1810)
      3. Arthur Schopenhauer (1788-1860)
    3. Anatomia, fisiologia e psicofisica del sistema visivo
      1. Quali sono i fotorecettori della visione? (studi anatomici e fisiologici)
      2. Come misurare le sensazioni? (psicofisica)
    4. La colorimetria psicofisica
      1. Hermann Günther Grassmann (1809-1877)
      2. Grassmann: le leggi empiriche della visione del colore
      3. Hermann von Helmholtz (1821-1894): biografia e riferimenti
      4. Helmholtz: esperimenti di base sulla visione del colore
      5. James Clerk Maxwell (1831-1879)
      6. Maxwell: le funzioni colorimetriche dell’occhio umano
    5. Oltre il tricromatismo
      1. Michel Chevreul (1786-1889) e la legge del contrasto simultaneo
      2. Ewald Hering (1834-1918) e la teoria dei processi opponenti
      3. La controversia Hering-Helmholtz
      4. La teoria delle zone di von Kries
    6. L’impressionismo scientifico
      1. Il puntinismo in Francia
      2. Il divisionismo in Italia
  5. Novecento: la moderna colorimetria
    1. Atlanti e sistemi di ordinamento dei colori
      1. Il sistema di Munsell (1905)
      2. I sistemi di Bezold (1874), Ostwald (1931),
      3. Sistema DIN (1953)
      4. Natural Color System (1969)
      5. Sistema OSA (1974)
    2. La metrica di Schrödinger
    3. Le funzioni colorimetriche e il diagramma delle cromaticità
    4. Il ruolo della CIE Commission Internationale de l’Eclairage
    5. Gli spazi psicometrici e l’apparenza del colore
    6. I modelli di apparenza
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Mauro Boscarol

7/6/2009 alle 12:03